Andalusia portami via! Giorni 3 e 4: Siviglia

Giorno 1: Granada

Giorno 2: Cordoba

Il terzo giorno ci siamo svegliati tardi come il secondo (ormai ci eravamo pienamente immedesimati negli usi e costumi spagnoli!) e abbiamo fatto colazione in una pasticceria vicino all’hotel, nella piazzetta antistante la chiesa: aveva delle paste FE-NO-ME-NA-LI!

Dopo questa parentesi di dolcezza, ci siamo messi in marcia verso Siviglia. Ma poteva mancare una sosta a metà strada per placare la fame (e la sete)? Certo che no! Il fortunato paese questa volta è stato Carmona, una graziosa cittadina accoccolata su un colle. Come al solito ci concediamo il rito dell’aperitivo a suon di birra e tapas in un baraccio del centro (proprio nella piazza principale).

Dopo esserci rifocillati, ripartiamo verso Siviglia, una città ben diversa da quelle finora visitate. Una città molto più grande e metropolita, ma che conserva ancora alcuni angoli di tradizione. Come nel quartiere dove c’era il nostro hotel, il Corregidor: da una parte c’era la piazza Hercules, piena di baretti, e dall’altra c’erano delle viuzze che ricordavano molto Napoli.

Una cosa da ricordare quando si va a Siviglia è che la cattedrale chiude molto presto, verso le 4.  Menomale che a Siviglia siamo stati 2 giorni!

Il pomeriggio lo abbiamo quindi passato in giro per il centro città, lungo la via dei negozi, e poi alla sera siamo andati a vedere uno spettacolo di Flamenco alla Carboneria. Questo locale ci era stato consigliato appunto per i suoi spettacoli, ma ha deluso le nostre aspettative sotto il profilo culinario: piatti dozzinali più in linea con gli standard di una mensa aziendale!

Il giorno dopo invece ci siamo alzati di buon mattino per vedere la famosissima Cattedrale, che è la terza più grande al mondo dopo San Pietro (Roma) e St. Paul (Londra), e la prima più grande al mondo in stile gotico.

La cattedrale di Siviglia vista dalla torre dell’oro

La Giralda

Da non perdere sicuramente la tomba di Cristoforo Colombo, che si trova all’interno della cattedrale, e la vista dalla cima della Giralda, il campanile della cattedrale oggi, ma nato come minareto. Una curiosità: per salire sulla Giralda non ci sono gli scalini, ma delle comode rampe, che servivano in origine per permettere al muezzin di salire a cavallo.

Dopo la visita a questa imponente cattedrale ed uno  sfizioso pranzo a base di minipinchitos (spiedini) di pollo al curry e patas ali-oli (patate con una maionese all’aglio), ci siamo diretti verso l’Alcazar, un altro splendido esempio di architettura mudejar, uno stile cristiano con influenza araba.

Dopo l’Alcazar ci siamo diretti verso la Plaza des Toros, la più antica di tutta la Spagna:

Dopo tutto questo camminare avevamo proprio bisogno di una bella birra, e così ci siamo seduti in un baretto in centro. Dopo pochi minuti si avvicina un calzolaio ambulante… analizza le nostre scarpe e decreta che i sandali di Paola sono i prescelti! Se li fa dare e inizia a lavorarci sopra….. crema lucidante, sottotacchetti…servizio competo! Nel frattempo ci mettiamo a chiacchierare e ci chiede quali sono i nostri programmi per i giorni seguenti. Noi gli diciamo che vorremmo andare verso la costa atlantica per trascorrere gli ultimi giorni in relax, e lui fa: andate a Zahara de los Atunes! Hanno il miglior tonno del mondo! Nel mentre passa di lì un altro ambulante e ci fa segno che questo è matto!!! AHHAHAH, non riuscivamo più a smettere di ridere!!

Chissà se Antonio ci ha consigliato giusto…. lo scoprirete nel prossimo post!

SIVIGLIA: VOTO 8 (grazie ad Antonio!)

Giorno 7: Marbella