La Grande Bellezza degli Oscar

Il selfie scattato alla notte degli Oscar ha fatto il giro del mondo ed è stata la foto più ritwittata di sempre. La conduttrice Ellen DeGeneres ha avuto proprio una bella idea ad adunare assieme tutte queste star, che sono state piacevolmente al gioco: forse in quel momento si stavano annoiando!

Ma gli Oscar 2014 hanno fatto scalpore soprattutto per i vincitori e vinti. Sì, sto parlando proprio di Leonardo di Caprio e della sua delusione per aver “perso”, per l’ennesima volta, la statuetta come Miglior Attore Protagonista.

Effettivamente la sua interpretazione in The Wolf of Wall Street era stata molto buona, ma purtroppo non comparabile all’eccezionale performance di Matthew McConaughey: in Dallas Buyers Club è stato veramente bravissimo e si è calato completamente nel personaggio, tanto da risultare, a una prima occhiata, irriconoscibile. E probabilmente è proprio questa totale immedesimazione nel personaggio che manca ancora a Leo: non ha ancora trovato il personaggio per il quale dare il tutto e per tutto.

Un’altra vinta è Jennifer Lawrence, che davo come favorita per la statuetta di Miglior Attrice Non Protagonista per il film American Hustle: anche in questo caso la sua interpretazione è stata magistrale, tant’è che non l’ho riconosciuta alla prima scena. Ma Jennifer, a differenza di Leo, ha già vinto un Oscar nel 2013 come Miglior Attrice Protagonista per Il Lato Positivo, e quindi rientrare tra i vinti quest’anno non è una sconfitta. E’ una sconfitta invece, ironicamente parlando, s’intende, il fatto che per il secondo anno di fila sia caduta miseramente dai tacchi: l’anno scorso salendo sul palco, quest’anno sul red carpet! Ciò dimostra però che Jennifer non è perfetta e questo la rende ancora più simpatica.

Tra i vinti invece ha fatto notizia La Grande Bellezza , film che è stato innalzato a simbolo della rinascita dell’Italia, dopo 15 anni dall’ultimo oscar vinto da un film italiano, La Vita è Bella. La Grande Bellezza era dato per super favorito, tant’è che Mediaset, che lo ha prodotto attraverso la sua società Medusa, lo aveva già messo in programmazione la settimana precedente agli Oscar per il martedì successivo. Una primissima visione che ha lasciato tutti di stucco e che ha registrato degli ascolti record: tutti curiosi di vedere questo film pluripremiato e di commentarlo attraverso l’hashtag #lagrandebellezza. Sinceramente io condivido il post di Pamela Ferrara: questo film, seppur interessante in alcuni punti, era troppo “vuoto” e ha avuto l’unico effetto di conciliarmi il sonno!

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In questi giorni Facebook e Twitter sono invasi da post pro e contro Leo, pro e contro La Grande Bellezza: insomma, la grande bellezza degli Oscar è che se ne parli, in positivo e negativo, purchè se ne parli!

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Ti va una capsula di Coca-Cola?

Conosci SodaStream? è un sistema per gasare l’acqua e preparare altre bevande gasate attraverso degli appositi concentrati che vanno aggiunti dopo aver gasato l’acqua.

Ultimamente ha fatto scalpore la pubblicità che l’azienda aveva pianificato per il Super Bowl, ma che è stata bocciata e conseguentemente censurata perchè Scarlett Johansson, dopo essersi bevuta sensualmente la sua soda “fatta in casa”, pronunciava la pungente sentenza: “Sorry, Coke and Pepsi.” Della serie: scusa Coca-Cola e Pepsi, ma la soda che mi faccio con SodaStream è molto meglio!

Ebbene, come potrete immaginare questa frase era veramente troppo, perchè scalzava dal podio due tra i maggiori investitori nelle pubblicità del Super Bowl (che, come si sa, costano letteralmente un occhio della testa!!!), quindi si è deciso di tagliarla.

A pochissimo tempo di distanza dal Super Bowl arriva però una notizia che sembra quasi una reazione della Coca-Cola alla provocazione lanciata da SodaStream: Coca-Cola ha infatti annunciato l’acquisizione del 10% delle quote di Green Mountain Coffee Roasters, produttore di caffè in capsule, e ha siglato un accordo di partnership decennale per lo sviluppo e la commercializzazione di capsule per produrre le bevande gasate a casa. Una proposta che si pone proprio in diretta concorrenza con il sistema SodaStream!

I vantaggi di questi sistemi sono senza dubbio il risparmio in termini di packaging, la maggiore facilità di trasporto e stoccaggio delle capsule e, non ultima, la possibilità di crearsi una bibita personalizzata, decidendone il livello di concentrazione.

Nel giro di qualche anno vedremo quindi lentamente scomparire le bottiglie di plastica dai supermercati?

Fatemi sapere la vostra opinione nei commenti sotto o sulla pagina Facebook della Cheba.

5 strumenti per migliorare la comunicazione interna aziendale

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Ogni giorno nelle aziende di medie e grandi dimensioni si assiste ad un’ingente perdita di informazioni, perché siamo abituati a condividere le nostre conoscenze solo quando strettamente richiesto e solo con le persone direttamente interessate.

Prendiamo l’esempio di un team di Product Manager locali e centrali dislocati in tutte le sedi aziendali sparse per l’Europa. Queste persone interagiscono prevalentemente con un flusso CENTRALE –> LOCALE e LOCALE –>CENTRALE, mentre lo scambio di informazioni LOCALE –> LOCALE è molto limitato, sovraccaricando così lo staff centrale che dovrà porsi come “messaggero” tra i diversi Paesi.

L’obiettivo dello staff centrale è quindi quello di evitare il più possibile di perdere tempo a ripetere le informazioni che interessano gli staff locali, e promuovere la collaborazione diretta tra i Paesi, ove possibile.

Ma quali sono i tool che l’azienda ha a disposizione per aiutare i team a collaborare?

1)      E-MAIL: la classica, buona, vecchia e-mail, con la quale tutti gli impiegati hanno un rapporto di amore-odio: se ti arrivano troppe mail non ce la fai a stargli dietro, se te ne arrivano troppo poche, inizi a preoccuparti! Il problema delle mail è che, essendo uno strumento tradizionale di comunicazione uno-a-uno/ uno-a-molti, non permette una collaborazione interattiva “molti-a-molti”. Un punto a favore delle mail però è che tutti, volenti o nolenti, le leggono, quindi il messaggio prima o poi arriva a destinazione. VOTO: 6-

2)      INTRANET AZIENDALE: teoricamente sarebbe un buon tool per collaborare, perché integra il sistema gestionale, il database e tutte quelle informazioni di carattere generale. Il problema è che molto spesso viene ignorato dalle persone come strumento di collaborazione, perché è considerato più che altro come uno spazio riservato alle comunicazioni “dall’alto”. VOTO: 7

3)      SKYPE: con Skype è possibile collaborare attraverso le call di gruppo e, a differenza delle classiche conference call, c’è la possibilità di vedersi faccia a faccia: questo darebbe l’illusione di un contatto più umano, che spesso manca in aziende con sedi sparse in diversi Paesi. Il problema è che in alcuni Paesi, soprattutto dell’Est Europa, si fa ancora fatica ad avere una connessione decente e quindi provare ad usare le video call sarebbe solo una perdita di tempo. VOTO: 6–

4)      FACEBOOK GROUPS: Facebook permette di condividere informazioni e files all’interno di un ambiente privato (settando il gruppo come privato…ma siamo sicuri che lo sia veramente?). Il problema principale è che Facebook viene visto dall’azienda come uno strumento per perdere tempo, non per lavorare! VOTO: 5

5)      YAMMER: Yammer ha più o meno la stessa interfaccia grafica di Facebook, ma è pensato proprio per la collaborazione intra-aziendale. Ci si iscrive con la email aziendale e automaticamente si entra nel network aziendale, costituito da tutte le persone che hanno inserito la mail con lo stesso dominio aziendale. Il principale ostacolo è convincere le persone ad iscriversi ad un altro servizio e soprattutto convincerle ad usarlo! VOTO: 6+

Insomma, alla fine conviene puntare sulla intranet aziendale, che è un tool già a disposizione di tutti.. la sfida adesso sta “solo” nel promuoverne l’utilizzo!