Alla scoperta della Valpolicella: la cantina Corte Lenguin

Qual è il miglior periodo dell’anno per visitare Verona? San Valentino, of course! La città degli innamorati per l’occasione si veste di mille cuoricini e organizza la “Giulietta e Romeo Half Marathon”, che ovviamente può essere corsa anche in coppia (8km per lei, 13km per lui, o viceversa!).

Ma Verona non è solo la città dell’amore: c’è anche l’Amarone! La Valpolicella è veramente ad un passo dalla città: è fin un peccato non farci un salto. E così abbiamo fatto: sabato pomeriggio ci siamo segnati tre cantine che volevamo visitare e siamo partiti da quella che chiudeva prima. Siamo partiti da Verona in netto ritardo, erano circa le 17 e la prima cantina chiudeva alle 18, mentre le altre due alle 19.

La prima cantina in questione era la Corte Lenguin, sita a San Pietro in Cariano. Dopo le solite difficoltà per trovare il posto, finalmente arriviamo ed entriamo nella cantina, dove troviamo il proprietario intento a servire un signore del posto. Gli chiediamo se possiamo acquistare del vino e lui gentilmente ci risponde di si, invitandoci ad aspettare. Dopo aver servito il signore ci fa cenno di scendere nella cantina mentre lui va a prendere i bicchieri.

E qui si apre un mondo: ci chiede che vino vogliamo assaggiare e io, spavalda, indico subito l’Amarone La Coeta, segnalato sul web come il migliore vino dell’azienda. Il proprietario ribatte: “Se ti faccio assaggiare questo poi non ti gusterai più gli altri! C’è un percorso da fare!”

Così tra una chiacchiera e l’altra veniamo introdotti al favoloso mondo del rossi della Valpolicella: come primo assaggio c’è il Ripasso, che si ottiene per rifermentazione sulle vinacce di Amarone. Gradazione: 13-14°. Poi si sale al Rosso Passito Secco Classico, detto San Lorenzo, che altro non è che un Amarone sotto false vesti. Infatti ci viene spiegato che il disciplinare impone una determinata produzione di Amarone all’anno, e quindi quelle uve che sono comunque idonee per l’Amarone ma sono in eccesso subiscono lo stesso procedimento ma vengono imbottigliate con un’altra denominazione più generica.

Assaggiamo quindi l’Amarone Classico, che come il rosso precedente ha la particolarità di essere affinato in botti di rovere di Slavonia, poi è la volta dell’altra coppia: un altro rosso passito e il tanto decantato Amarone “La Coeta”, che hanno la particolarità di essere affinati in tonneaux, piccole botti di legno tostato francese. Questo procedimento conferisce loro un sapore più fruttato.

Tutti degli ottimi vini e con un buon rapporto qualità/prezzo. La completezza della degustazione proposta inoltre ci lascia piacevolmente sorpresi, anche se dobbiamo ammettere che avremmo gradito almeno qualche stuzzichino da sbocconcellare, visto il grado alcolico dei vini proposti!

PS: è chiaro che dopo una degustazione del genere si era già quasi fatte le 19 e quindi non abbiamo potuto visitare le altre due aziende: peccato, vuol dire che sarà una scusa per ritornare a visitare questi luoghi meravigliosi!

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