Lettera aperta a Ideal Standard

Sottotitolo: storia di un amore spezzato

Sottosottotitolo: AAA lavoro cercasi!!!

Che la mia azienda fosse in crisi, si sapeva. Ne ero cosciente già al momento del colloquio, un anno e mezzo fa. Ma l’offerta di lavoro era molto interessante e quindi non ci ho pensato due volte: anche se l’azienda era in crisi, era comunque un ottimo modo di iniziare la propria carriera! Così dopo uno stage di 6 mesi ho pensato di avere ancora una certezza in più quando mi hanno comunicato che sarei stata assunta con un contratto di apprendistato. Ho pensato: “Perfetto, adesso ho l’opportunità di crescere veramente!”

Sognavo progetti innovativi, trasferte all’estero, collaborazioni con le altre funzioni, e in effetti per i primi mesi tutto sembrava andare secondo i piani: mi avevano persino fatto partecipare a un corso di SOCIAL MEDIA MARKETING a Milano, la mia passione!!

Poi tutto ad un tratto le cose sono precipitate e a luglio ci è arrivata la prima mazzata: lo stabilimento di Orcenico chiude a fine anno! Ma la mobilità avrebbe interessato solo gli operai e la parte operations, mentre gli impiegati con un contratto a livello Holding (come me) sarebbero stati riallocati nello stabilimento di Belluno. Certo, non proprio comodissimo, ma meglio di niente!

Questa comunicazione ci aveva messo tutti in allerta, perchè sentivamo che era l’inizio della fine… e infatti ecco che la scorsa settimana arriva la mazzata: ci sono 250 esuberi in tutta Europa, a tutti i livelli. E ovviamente io sono tra i prescelti!

L’azienda ha intenzione di ridurre al minimo i costi, soprattutto quelli di marketing. Ma senza investimenti in comunicazione e in servizi al cliente, perderemo credibilità e di conseguenza le vendite continueranno a diminuire. Una strategia per niente lungimirante. Ma forse l’azienda ha altri piani: ridurre i costi al minimo per rivitalizzare il patrimonio nel breve periodo, e poi vendere tutto a un prezzo più vantaggioso. D’altra parte siamo governati da una società d’investimento quindi le decisioni seguono puramente logiche finanziarie.

è triste vedere che l’azienda si sta autodistruggendo da sola, un passo alla volta. Ed è ancora più triste vedere la propria carriera sgretolarsi quando stava proprio per iniziare. All’inizio ero arrabbiata e decisa  a fare il minimo indispensabile: avrei lasciato il lavoro il giorno stesso. Poi è arrivata la rassegnazione e la voglia di dare un contributo positivo e  di portare a termine i progetti fino all’ultimo giorno. Penso che sia l’atteggiamento giusto per evitare di sentirsi inutili tutt’ad un tratto.

Cosa farò dopo? Chi lo sa! Sicuramente non è facile trovare lavoro in questo periodo, ma ho in mente un paio di progetti che potrebbero dare una svolta alla mia vita.

Perchè è proprio vero che situazioni del genere vanno viste non come una disgrazia, ma come un OPPORTUNITÀ, un occasione che la vita ti offre per dirti: “Ehi, è ora di mettere in atto il piano B!”

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