Bibanesi con Pasta Madre (Licoli)

Io A-D-O-R-O i Bibanesi! Li adoro talmente tanto che, quando ho fatto la tesi sull’esportazione dei prodotti alimentari negli USA, una delle prime aziende che ho contattato è stata proprio la Da Re, e quando la proprietaria mi ha invitato a visitare l’azienda non ci potevo credere! Vi lascio solo immaginare la mia felicità quando sono tornata a casa con una borsa enorme piena di Bibanesi di tutti i tipi!

Così, una volta preso un po’ di confidenza con la mia pasta madre (GERONIMO), è stato naturale per me voler provare a fare i Bibanesi. L’unica ricetta che ho trovato è quella di Anice e Cannella, che però prevede il lievito di birra! NONONONO, il lievito di birra non lo uso più, quindi via di sperimentazione col lievito madre!

INGREDIENTI:

ingredienti_bibanesi

200gr farina 0 (che io ho sostituito con la farina 1)

85-90gr acqua (vedete in base alla capacità di assorbimento della farina)

40gr di Licoli

un cucchiaino di miele

un cucchiaio d’olio EVO

15gr di strutto

4gr di sale

semi di sesamo quanto basta

PROCEDIMENTO:

In una ciotola versare la farina ed aggiungervi il Licoli (rinfrescato 4 ore prima o anche la sera prima se si parte la mattina). Iniziare ad amalgamarli e poi aggiungere il cucchiaino di miele e piano piano anche l’acqua continuando a impastare finchè avremo un impasto omogeneo e bello elastico. Aggiungere quindi il cucchiaio d’olio e farlo assorbire del tutto continuando ad impastare, poi fare assorbire anche lo strutto. Infine aggiungere il sale e i semini di sesamo. Impastare ancora un po’ trasferendosi sul piano di lavoro, poi pirlarlo e rimetterlo nella ciotola infarinata, coprendola con la pellicola. Mettiamo la ciotola nel forno spento con la lucetta accesa e lasciamo lievitare per due-tre ore (non è necessario che raddoppi).

Prendiamo quindi l’impasto e lo ritrasferiamo sulla spianatoia, lo stendiamo con uno spessore di circa 1cm e poi tagliamo delle strisce larghe 2cm. Prendiamo ogni striscia e l’arrotoliamo su se stessa, poi le tagliamo in modo irregolare e trasferiamo i Bibanesi sulla teglia da forno sopra la carta forno. Copriamoli con una pellicola e li rimettiamo dentro il forno spento con lucetta accesa a lievitare per altre due-tre ore.

Quando li vediamo belli gonfi togliamo la teglia dal forno, preriscaldiamo il forno a 200 gradi, e poi cuociamo i Bibanesi a 200° per 10 minuti e un’altra mezzora a 125° ventilato, in modo da permettere una tostatura anche all’interno.

Lasciateli quindi raffreddare a forno spento e semiaperto e poi… cercate di non mangiarli tutti in un sol boccone!!!

Bibanesi

Lettera aperta a Ideal Standard

Sottotitolo: storia di un amore spezzato

Sottosottotitolo: AAA lavoro cercasi!!!

Che la mia azienda fosse in crisi, si sapeva. Ne ero cosciente già al momento del colloquio, un anno e mezzo fa. Ma l’offerta di lavoro era molto interessante e quindi non ci ho pensato due volte: anche se l’azienda era in crisi, era comunque un ottimo modo di iniziare la propria carriera! Così dopo uno stage di 6 mesi ho pensato di avere ancora una certezza in più quando mi hanno comunicato che sarei stata assunta con un contratto di apprendistato. Ho pensato: “Perfetto, adesso ho l’opportunità di crescere veramente!”

Sognavo progetti innovativi, trasferte all’estero, collaborazioni con le altre funzioni, e in effetti per i primi mesi tutto sembrava andare secondo i piani: mi avevano persino fatto partecipare a un corso di SOCIAL MEDIA MARKETING a Milano, la mia passione!!

Poi tutto ad un tratto le cose sono precipitate e a luglio ci è arrivata la prima mazzata: lo stabilimento di Orcenico chiude a fine anno! Ma la mobilità avrebbe interessato solo gli operai e la parte operations, mentre gli impiegati con un contratto a livello Holding (come me) sarebbero stati riallocati nello stabilimento di Belluno. Certo, non proprio comodissimo, ma meglio di niente!

Questa comunicazione ci aveva messo tutti in allerta, perchè sentivamo che era l’inizio della fine… e infatti ecco che la scorsa settimana arriva la mazzata: ci sono 250 esuberi in tutta Europa, a tutti i livelli. E ovviamente io sono tra i prescelti!

L’azienda ha intenzione di ridurre al minimo i costi, soprattutto quelli di marketing. Ma senza investimenti in comunicazione e in servizi al cliente, perderemo credibilità e di conseguenza le vendite continueranno a diminuire. Una strategia per niente lungimirante. Ma forse l’azienda ha altri piani: ridurre i costi al minimo per rivitalizzare il patrimonio nel breve periodo, e poi vendere tutto a un prezzo più vantaggioso. D’altra parte siamo governati da una società d’investimento quindi le decisioni seguono puramente logiche finanziarie.

è triste vedere che l’azienda si sta autodistruggendo da sola, un passo alla volta. Ed è ancora più triste vedere la propria carriera sgretolarsi quando stava proprio per iniziare. All’inizio ero arrabbiata e decisa  a fare il minimo indispensabile: avrei lasciato il lavoro il giorno stesso. Poi è arrivata la rassegnazione e la voglia di dare un contributo positivo e  di portare a termine i progetti fino all’ultimo giorno. Penso che sia l’atteggiamento giusto per evitare di sentirsi inutili tutt’ad un tratto.

Cosa farò dopo? Chi lo sa! Sicuramente non è facile trovare lavoro in questo periodo, ma ho in mente un paio di progetti che potrebbero dare una svolta alla mia vita.

Perchè è proprio vero che situazioni del genere vanno viste non come una disgrazia, ma come un OPPORTUNITÀ, un occasione che la vita ti offre per dirti: “Ehi, è ora di mettere in atto il piano B!”

Vacanze Romane: 7 giorni per vedere tutto (o quasi)

In questo post voglio racchiudere una serie di consigli e il programma di cosa siamo riusciti a visitare durante la nostra settimana a Roma. Come al solito, infatti, si cerca sempre di raccogliere il maggior numero di informazioni prima di partire ma poi è sul campo che si fa esperienza: sbagliando si impara!

CONSIGLI UTILI:

1. arrivati in stazione, scendete verso la metro e dovete fare i biglietti/abbonamenti: NON andate allo sportello (bisogna prendere il numero e c’è una coda infinita: insomma, una perdita di tempo), e NON fermatevi alla prima biglietteria automatica disponibile! Girato l’angolo ce ne sono molte altre!

2. Una volta arrivati alla vostra sistemazione, se relativamente lontana dalla metro (la nostra era 10 minuti a piedi), cercate la più vicina fermata degli autobus e memorizzate le linee che potrebbero tornare utili, e soprattutto, PRIMA DI PARTIRE, stampatevi la mappa con le linee: http://www.atac.roma.it/files/doc.asp?r=3. Noi ce ne siamo dimenticati e abbiamo dovuto pagarla 5 euro. Credetemi, quella mappa vi sarà molto utile, soprattutto quando avete camminato per tutto il giorno e non vedete l’ora di tornare a “casa”.

3. Se volete andare a vedere le catacombe sulla via Appia Antica, prima di tutto informatevi sugli orari dell’UNICO autobus e pianificate la visita di conseguenza. Noi l’abbiamo aspettato per ben 45 minuti!

4. La vista dal Pincio, dal Giardino degli Aranci e dalla terrazza di Castel Sant’Angelo sono magici al tramonto: tenetene conto per la pianificazione del vostro programma.

5. Ricordate che se siete under 26 pagate il biglietto ridotto: approfittatene! In alcuni casi però oltre all’età richiedono anche la Tessera Studente, quindi se ce l’avete portatevela sempre dietro.

6. ATTENZIONE agli aperitivi e ai drink post-cena: hanno costi esorbitanti anche nei peggiori baracci! Meglio concentrarsi sulla cena.

PROGRAMMA:

Giorno 1 (Mercoledì, arrivo nel primo pomeriggio): consiglio di andare in esplorazione del proprio quartiere. Noi eravamo a Prati, quindi abbiamo visto: via Cola di Rienzo, Borgo Pio (non perdetevi il gelato di Hedera) e Castel Sant’Angelo. Cena alla Trattoria al Palazzaccio vicino a Piazza Cavour: voto 8.

Giorno 2 (Giovedì): giro del centro storico (piazza Navona, campo de’ Fiori (fermatevi a pranzare al forno, con una pizza bianca e mortazza!), Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Galleria Colonna, Montecitorio; pomeriggio a villa Borghese (entrata alla Galleria prenotata su internet per le 17) , poi camminata verso la terrazza del Pincio e discesa a Pazza del Popolo. Cena da Splendor (sempre vicino a piazza cavour), pizzzeria napoletana. Voto 7 (le pizze che a Napoli pagavamo 4 euro qua costavano 9!!!).

Giorno 3 (Venerdì) : Santa Maria Maggiore, San Pietro in Vincoli (con l’imponente statua del Mosè), poi giù al Colosseo, Fori Romani e Palatino. Un importantissimo consiglio: il biglietto per il Colosseo vale anche per i Fori Romani e il Palatino, quindi NON acquistatelo al Colosseo! Spuntino dar Filettaro de Santa Barbara (apre alle 18) e poi la sera poi abbiamo approfittato dell’apertura dei Musei Vaticani. Cena poi alla Soffitta Renovatio in Piazza Risorgimento. Voto 6: piatti buoni ma scarsi e caretti!

Giorno 4 (Sabato): si parte con una visita completa al Vittoriale (causa pioggia): è stata una bella sorpresa, le mostre interne sono veramente interessanti! segue una rapida visita alla chiesa di Santa Maria in Aracoeli, che si trova lì a fianco, e poi si scende e si risale su in piazza del Campidoglio, dalla quale si gode un’ottima vista sui Fori Romani. Scendiamo lungo una stradina secondaria per arrivare nella piazza in cui c’è la basilica che ospita la Bocca della Verità: c’è veramente troppa fila e quindi ci limitiamo a fargli una foto dall’esterno. Attraversiamo il ponte per andare a mangiare a Trastevere (un ottima carbonara alle “Sette Oche”), e poi lo riattraversiamo per dirigerci al Circo Massimo e successivamente ci facciamo una passeggiata nel Giardino degli Aranci. Poi ci facciamo un giretto nei Rione Monti, dove c’è la tradizionale Ottobrata Monticiana. Cena da Su e Giù (sempre a Prati), ottima trattoria romana con prezzi onesti. Voto 9

Giorno 5 (Domenica): La giornata inizia con la visita al Quirinale (è aperto solo di domenica mattina), poi una capatina ai famosissimi mercatini di Porta Portese, pranzo a Testaccio (in un posto in Piazza Testaccio che non meritava una lira!) e poi via verso le catacombe: noi abbiamo scelto quelle di Santa Domitilla per poi dirigerci verso l’Appia Antica dove abbiamo aspettato A LUNGO l’arrivo dell’autobus. Per cena torniamo nel nostro quartiere, all’indiano Shanti. Voto: 7+

Giorno 6 (Lunedì): la mattinata la trascorriamo all’EUR, che non è solo il famoso palazzo che tutti conosciamo ma ha anche un enorme e bellissimo parco con un lago artificiale. Poi tappa alla Garbatella, dove mangiamo un ottima pizza romana al trancio e poi andiamo a cercare il bar dei Cesaroni. Pomeriggio a Trastevere dove visitiamo la chiesa di Santa Maria in Trastevere e poi ci perdiamo piacevolmente tra le viuzze. Cena da Sora Lella, sull’Isola Tiberina: ottima cucina (le polpette di bollito erano fenomenali) ma prezzi altini. Voto: 8

Giorno 7 (Martedì): finalmente visitiamo San Pietro, e dopo l’ultimo pranzo romano da Su e Giù è ora di tornare a casa!

Se avete qualsiasi altra domanda, non esitate a chiedere e… buone vacanze!

Il ragù della mamma

Questa settimana come sapete sono a casa in “sciopero forzato” e quindi devo trovare qualcosa da fare per passare le mie giornate.

Il mio obiettivo della giornata è: fare il ragù come (o anche meglio) quello della mamma! Quindi dopo pranzo le ho subito telefonato per sapere, passo per passo, come prepara il ragù. Il procedimento in realtà, una volta memorizzato, è molto logico e semplice, però finchè non si viene a conoscenza di tutti i trucchi, il ragù può sembrare uno scoglio insuperabile. Come (per me) il pesto e il brodo: ricette tradizionali che sembravano inarrivabili ma in realtà sono relativamente semplici.

INGREDIENTI:

400 gr di macinato misto (manzo e suino)

400 gr di passata pomodoro Mutti (la mia preferita tra quelle commerciali) o ancora meglio di passata fatta in casa

1 cipolla bianca

1 carota

1 gambo di sedano

un filo d’olio

1/2 bicchiere di vino bianco

sale e pepe

un cucchiaio di brodo vegetale in polvere

3 bicchieri d’acqua

PROCEDIMENTO:

– preparo il soffritto: sminuzzo a dadini la carota, la cipolla e il sedano e li faccio soffriggere in una pentola antiaderente con un filo d’olio, finchè la cipolla diventa trasparente.

soffritto

 

– aggiungere la carne macinata e farla rosolare assieme alle verdure finchè non risulta cotta in modo omogeneo (circa 10 minuti)

carne macinata rosolata

 

 

– aggiungere il mezzo bicchiere di vino e farlo sfumare. Poi insaporire con sale, pepe e un cucchiaino di brodo vegetale.

– aggiungere quindi la passata di pomodoro e un bicchiere d’acqua. Mescolare con cura e coprire con un coperchio.

Passata di pomodoro per il ragù

 

A questo punto bisogna lasciarlo sobbollire a fiamma minima per 3 ore, ricordandosi dopo 1 ora e dopo 2 ore di aggiungere un altro bicchiere d’acqua.

Dopo tre ore il ragù è quasi pronto: lo si spegne quando è ancora un po’ acquoso e lo si lascia rapprendere a fuoco spento per circa mezz’ora.

Ragù

 

Come al solito io non ho resistito: ne ho mangiato un bel cucchiaino appena fatto! 😉

Insalatona del riciclo con petto di pollo allo spiedo

La scorsa  settimana avevo voglia di pollo allo spiedo. Peccato che quando sono andata al supermercato, dopo il lavoro, il pollo era già bello che  finito! Così ho ripiegato per delle cosce e sovracosce di pollo che mi hanno fatto penare non poco: non si cuocevano più!

Lunedì, invece, il pollo allo spiedo l’ho addirittura in offerta, e così ne ho subito approfittato. Il pollo era ottimo e l’ho abbinato con delle classiche patate al forno (seguendo il procedimento di Martina: http://www.trattoriadamartina.com/2011/01/le-patate-arrosto-come-farle-croccanti.html). Però, pur essendo in in due, non siamo riusciti a finirlo, e indovinare cosa era rimasto? Il petto, ovviamente, che se cotto troppo risulta decisamente stopposo.

Così eccomi a trovare una soluzione per finire il mezzo petto di pollo: la soluzione doveva essere leggera ma anche sfiziosa: un insalatona di petto di pollo allo spiedo con una salsa semplicissima e molto saporita, a base di yogurt, senape ed erba cipollina.

Ma vediamo come ho fatto:

INGREDIENTI (per una persona):

4 foglie di insalata brasiliana

1 carota

un cetriolo

mezzo petto di pollo allo spiedo

PER LA SALSA:

2 cucchiai di yogurt naturale intero

1 cucchiaino di senape di Digione (o 2 di senape normale, che è decisamente meno forte)

un mazzetto di erba cipollina

sale e pepe

un filo d’olio

PROCEDIMENTO:

lavate e sminuzzate l’insalata, poi asciugatela nella centrifuga e disponetela nell’insalatiera; lavate e sbucciate il cetriolo e la carota, tagliateli con la grattugia multifunzione e aggiungeteli all’insalata. Pulite il petto di pollo dai possibili ossicini e cartilagini, tagliatelo a striscioline rispettando il verso naturale della carne e aggiungete anch’esso all’insalata.

La salsa si prepara versando in una ciotola lo yogurt, la senape, l’erba cipollina sminuzzata, il sale, il pepe e un filo d’olio. Si emulsiona il tutto e lo si distribuisce sull’insalata. Una mescolata e TA DAN… il pranzo è servito!

Peperoni Ripieni

Da un anno e mezzo a questa parte ho la (s)fortuna di pranzare in mensa aziendale:

– FORTUNA perchè spendo pochissimo e non devo perdere tempo a prepararmi il pranzo a casa;

– SFORTUNA perchè la maggior parte delle pietanze proposte sono a malapena mangiabili!

Ci sono alcune cose però per le quali vado quasi pazza, come la pizza in teglia, il filetto di maiale alla senape e… I PEPERONI RIPIENI!! Come li fanno loro sono una bomba (formaggio, salsiccia e chi più ne ha più ne metta!), ma sono buonissimi!

Così una sera mi è venuta voglia di farli a casa, una versione sicuramente meno grassa ma comunque sfiziosa!

INGREDIENTI PER 2 PERSONE:

2 peperoni medio-piccoli

200 gr (abbondanti…”che faccio, lascio?”) di carne macinata di manzo

2 fette di prosciutto crudo (circa 25gr.) sminuzzate

30 gr di montasio tagliato a dadini

una grattugiata di parmigiano reggiano

del prezzemolo tritato

sale e pepe

PROCEDIMENTO:

Lavate e tagliate via la calotta dei peperoni, poi pulite con cura l’interno dai semi e dai filamenti. Con la forchetta infilzate il fondo dei peperoni (per fargli uscire l’acqua in cottura). Poi mettere da parte i peperoni, preriscaldare il forno a 180 gradi e in una ciotola amalgamare la carne macinata con sale e pepe, le fette di prosciutto crudo sminuzzate, i dadini di formaggio e il prezzemolo tritato. Dividere il composto a metà e inserirlo all’interno dei peperoni, con una bella grattugiata di parmigiano sopra.

peperoni ripieni

i peperoni prima dell’infornata

 

Adagiare quindi i peperoni sulla teglia con della carta forno e farli cuocere per circa 45 minuti, fino a quando il peperone è visibilmente bello abbrustolito:

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BUON APPETITO!!