Vacanze romane: 7 giorni per vedere tutto (o quasi) – Giorno 1: Castel Sant’Angelo

Erano anni che il mio amatissimo moroso mi rompeva le scatole affinchè lo portassi a Roma, visto che lui, povero caro, non ci era ancora stato.

E così finalmente è stato accontentato, complici le offerte di Trenitalia e la settimana di vacanze forzate imposta dall’azienda. Con largo anticipo (4 mesi) abbiamo comprato i biglietti a prezzo scontato (29 euro) da Venezia-Mestre a Roma; poi abbiamo iniziato con calma a cercare una sistemazione decente, in centro e ad un prezzo accettabile. Qui ci siamo subito scontrati con la dura realtà: Roma è molto più cara di quanto ci aspettavamo e il soliti 60 euro a notte a camera che abbiamo sempre avuto come budget per le nostre sistemazioni in giro per il mondo questa volta non bastavano. Anzi, le sistemazioni più da poveracci si attestavano sugli 80-90 euro!

Dopo qualche giorno di fervida ricerca, e dopo aver prenotato un B&B passabile in zona stazione, decidiamo di cambiare completamente direzione e cercare un appartamento, una soluzione praticamente uguale ad un B&B ma con costi un pochino più contenuti. La scelta ricade sull’appartamento The Crescent, in piazza Cavour, quartiere Prati, una zona molto ben tenuta e sicura, abbastanza vicina a piazza del Popolo e piazza di Spagna. Ovviamente, se da una parte l’appartamento permette un discreto risparmio economico, dall’altra parte bisogna adattarsi a non avere quelle piccole comodità come la colazione e il cambio degli asciugamani.

Per la partenza avevamo scelto (e acquistato in anticipo su internet) un treno abbastanza presto la mattina che andasse da Portogruaro a Mestre, per non rischiare di perdere la coincidenza. Peccato che siamo arrivati abbastanza tirati in stazione e, fatalità, non c’era parcheggio, così abbiamo irrimediabilmente perso il treno!!! La vacanza inizia bene, insomma…

Prendiamo il treno successivo (una costosissima Freccia) e finalmente arriviamo a Mestre e da qui a Roma.  Primo traguardo: completato!

Secondo traguardo: raggiungere l’appartamento. Roma purtroppo è ancora 2000 anni indietro per quanto riguarda la metropolitana: ci sono solo due linee che si incrociano, quindi la loro utilità è molto limitata. Però rispetto all’autobus è un mezzo di trasporto molto più veloce, e quindi potendo conviene comunque utilizzare la metro. La fermata più vicina (si fa per dire, 10 minuti buoni di camminata!) all’appartamento è LEPANTO, sulla linea A.  Da qui si scende verso via Cola di Rienzo (famosa per i negozi) ed infine si arriva a piazza Cavour, dove si staglia l’imponente palazzo della Corte di Cassazione. L’appartamento è proprio su piazza Cavour, o meglio, all’inizio di via Crescenzio.

Dopo esserci impossessati dell’appartamento ci mettiamo subito alla ricerca di un posto in cui pranzare. All’incrocio tra via Cola di Rienzo e via Ezio veniamo colpiti da un’insegna un po’ agè “PIZZE RUSTICHE”: oltre che essere rustiche, sono anche ottime!! Soprattutto il trancio con la cicoria romana: che scoperta!

Con la pancia piena continuiamo il nostro giro su via Cola di Rienzo e poi ci dirigiamo verso Borgo Pio, il caratteristico borgo tra il Vaticano e Castel Sant’Angelo, dove tra le mille trappole per turisti c’è un’ottima gelateria, una delle migliori di Roma, Hedera.

Poi ci dirigiamo verso Castel Sant’Angelo, la massiccia fortezza sulle sponde del Tevere,  che ospita al suo interno delle interessanti esposizioni sulla sua storia e la  storia dei personaggi (imperatori e Papi) che nel corso di 2000 anni hanno sfruttato il castello per i più svariati scopi: mausoleo, carcere, rifugio, il castello è stato questo e molto altro. E salendo le scale elicoidali che portano alla terrazza panoramica, dalla quale si può avere il colpo d’occhio su tutta la città, si può avere un’idea della sensazione di potere che provavano questi personaggi. Il momento migliore per salire sulla terrazza è, chi l’avrebbe mai detto, il tramonto, quando il sole si nasconde dietro le mille cupole di roma.

Dopo questa incantevole vista, ritorniamo verso “casa” e ci fermiamo a cenare alla trattoria “Al Palazzaccio”: all’apparenza un po’ troppo turistica per il modo in cui veniamo accolti (il cameriere è indiano e si rivolge a noi in inglese!), ma una volta dentro capiamo subito di averci azzeccato, per l’alta presenza di indigeni! Difatti ci viene servita un’ottima cena a base di cacio e pepe (eccezionale!), abbacchio con patate e cicoria ripassata (una vera scoperta!).

Insomma, anche se l’inizio non è stato proprio dei migliori, nel corso della giornata abbiamo recuperato alla grande!

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