Andalusia portami via! Giorni 5 e 6: costa de la Luz

Giorno 1

Giorno 2

Giorni 3 e 4

Il quinto giorno ci alziamo sul tardi, tanto per cambiare, ma questa volta siamo pervasi da una sottile eccitazione data dalla voglia di andare alla scoperta della costa atlantica. Così ci incamminiamo in fretta verso il nostro ultimo hotel a Jerez della Frontera, la città celebre per per il circuito dove corre la Formula 1.

Il nostro hotel è il Tryp Jerez, appena fuori dalle mura del centro storico, che però non abbiamo intenzione di visitare. Jerez infatti è semplicemente la nostra base per andare alla scoperta della costa atlantica. Facciamo quindi un veloce pit-stop per metterci il costume e scegliamo la nostra prima spiaggia: Rota. Per la precisione capitiamo nella Playa de la Costilla, dove io e Paola troviamo subito il chiringuito che fa al caso nostro per pranzo: Azucar de Cuba.

Dopo esserci rifocillati con degli ottimi gamberoni alla griglia e la specialità della casa, la carne alla cubana, ed aver goduto della splendida vista sulla spiaggia, noleggiamo dei lettini e ci rilassiamo. è tutto perfetto, a parte il vento che soffia sempre impetuoso, per i nostri standard.

La sera poi deciamo di spostarci per cena a El Puerto de Santa Maria, una località a metà strada che offre un’intensa vita notturna. Tutta la zona pedonale è tempestata di bancarelle e localini, e ne scegliamo uno per gustarsi un’ottima fritturina di pesce, una bella vista sul porto e soprattutto un impareggiabile vino fino, anche detto vino del puerto. Cos’è? Semplice, è il famoso Sherry, il vino liquoroso tanto amato dagli inglesi! Dicono che la morte sua sia con la gazzosa…! Noi ne assaggiamo solo un bicchiere per fortuna, e poi dirottiamo su un ottimo Barbadillo, un vino bianco fermo molto aromatico che abbiamo avuto modo di apprezzare per caso a Siviglia.

E per finire, un giretto tra i vicoli del centro storico dove veniamo accalappiati dalla solita PR per bere un mojito a un prezzo stracciato. Quando si tratta di mojito, come si fa a dire di no?!

Tornati in hotel è compito dei ragazzi trovare un parcheggio, perchè quello sotterraneo è già chiuso.

La mattina dopo ci svegliamo tardissimo, scendiamo per fare colazione e troviamo una simpatica multa ad attenderci. Cosa facciamo? Chiediamo al barista, il quale ci informa tranquillamente che non c’è problema, basta andare al parchimetro e pagare la tariffa massima, 8€ e inserite la multa assieme alla ricevuta nella fessura. Insomma, paghi un decimo della multa e a posto così! Simpatici questi spagnoli!

Contentissimi di aver risparmiato settanta euro, ci mettiamo in marcia verso il luogo prescelto per il pranzo, Barbate. Località di pescatori, un po’ trascurata e flagellata dal vento, ci riserva però anche alcune piacevoli sorprese come la taberna El Gamba, un locale sul lungomare specializzato in crostacei crudi abbinati a cestelli di birra, il tutto accompagnato da un’atmosfera piratesca molto easy.

Purtroppo però non riusciamo a stare in spiaggia per il forte vento e quindi decidiamo di tentare la fortuna dirigendoci verso Zahara de los Atunes. Ebbene sì, abbiamo deciso di seguire i suggerimenti del calzolaio ambulante! E abbiamo fatto bene, perchè qui abbiamo trovato il nostro paradiso: WILLY BEACH! Spiaggia selvaggia e semideserta, ombrelloni di paglia, surfisti e mojito, cosa volere di più?

L’oceano a Zahara era magnifico, l’acqua cristallina, la sabbia bianchissima… la più bella spiaggia che abbia mai visto! Dopo il pomeriggio di relax ci siamo spostati di chiringuito in chiringuito per l’aperitivo finchè il sole non è scomparso dietro al mare, dopodichè ci siamo diretti verso il centro per gustarci il famoso tonno rosso. Dopo un po’ di ricerca abbiamo trovato finalmente la bettola che faceva al caso nostro, dove abbiamo mangiato dell’ottimo tonno e non solo con circa 15 euro a testa!  Per finire, un giretto nel centro di Cadice, giusto per dire che l’avevamo vista, e poi tutti a nanna!

ROTA: voto 8

BARBATE: voto 7

ZAHARA: voto 10 (GRAZIE ANTONIO!!!)

Giorno 7

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