Andalusia portami via! Giorno 1: Granada

Inverno: i nostri amici ci fanno una proposta allettante per le ferie d’agosto: un viaggio on the road nella calda Andalusia!

Come rifiutare? E quindi eccoci qua, 8 giorni tra tori, ulivi, moschee e spiagge da sogno.

Ecco il tracciato che abbiamo percorso:

http://goo.gl/maps/41Rto

Giorno 1 (domenica 4 agosto): partenza da Treviso con Ryan alle 9.30 del mattino. Il volo Treviso-Malaga e ritorno ci è costato circa 170 Euro a testa (solo bagaglio a mano!!) e abbiamo lasciato la macchina nel P2 per 37 euro per una settimana. Arrivo a Malaga verso mezzogiorno: all’uscita ci aspetta la gentile signorina del noleggio auto che ci porta verso il nostro bolide, il Nissan Pathfinder!

Consiglio: NON prendere una macchina così grande!! Noi avevamo scelto un “Rav4 o equivalente” perchè costava poco più di un’utilitaria, e per stare più comodi viaggiando in quattro, ma contando le difficoltà di parcheggio e quanto beve la ragazza, era decisamente meglio scegliere una macchina più normale!

Col nostro bolide ci siamo diretti verso la nostra prima tappa: Granada! Abbiamo alloggiato all’hotel Senator, un ottimo 4 stelle in una posizione strategica per visitare la città. L’abbiamo scelto perchè abbiamo trovato un’offerta a un prezzo stracciato, ma ovviamente non comprendeva nè la colazione, nè il parcheggio (comunque disponibile a pagamento). In compenso però comprendeva la SPA…peccato che fosse chiusa di domenica!

Granada è la città delle tapas gratis e quindi ne abbiamo subito approfittato per pranzo, scegliendo un locale molto carino vicino all’hotel, appena attraversato il fiume: il Bar Ricon de Cristobal. La particolarità di questo bar è appunto la lunghissima lista di tapas tra le quali puoi scegliere la tua preferita…oppure andare a caso e vedere cosa ti capita! Dopo il pranzo luculliano pagando solo il bere abbiamo preso un taxi per l’Alhambra (per il modico costo di 6 euro, ideale se siete in 4 come noi). L’Alhambra è una città murata in stile arabo che occupa una collina sopra Granada ed è patrimonio culturale dell’umanità: impossibile perdersela!

Siamo arrivati là verso le 18 anche se la receptionist dell’hotel ci aveva dissuaso perchè a una cert’ora i biglietti di solito finiscono, ma in realtà ci hanno fatto entrare senza problemi e soprattutto senza aver prenotato. Quindi tentate, non si sa mai!

Dopo la visita siamo tornati giù in città e abbiamo fatto un altro lunghissimo giro di tapas per il centro storico…peccato che a mezzanotte la maggior parte dei bar ha iniziato a chiudere!  Che delusione mia cara Spagna!

Tornando verso l’hotel abbiamo però trovato una festa sul tetto panoramico del palazzo dei Congressi (proprio di fronte all’hotel): il posto ideale dove bersi l’ultimo mohito prima di andare a dormire! 🙂

GRANADA: VOTO 7 (solo per la chiusura dei bar a mezzanotte, altrimenti sarebbe stato un 8 pieno)

Giorno 2: CORDOBA

Giorni 3  e 4: SIVIGLIA

Giorno 7: Marbella

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Kärnten Läuft: la mia prima 10k!

Mi ricordo chiaramente quando iniziai a correre: ero alle medie e in programma c’era il famelico test di Cooper: che consisteva nel correre quanti più giri di campo possibili in 12 minuti.

Essendo praticamente una schiappa in educazione fisica, iniziai a correre per superare almeno quel test…e fu così che cominciai ad appassionarmi alla corsa.

Peccato che per i successivi 10 anni la mia idea di corsa consistette in sporadiche corse di 2 chilometrini scarsi e poi STOP! Giusto per scaricare la tensione accumulata in giornate storte.

Finchè un bel giorno, un anno e mezzo fa, il mio ragazzo e i suoi amici decidono di fare una baraccata e, spinti dalla crisi dei 30 anni, si iscrivono alla Mezza Maratona di Trieste!! E io sono da meno? Certo che no! Quindi mi iscrivo alla Bavisela, la non competitiva da 7k.

il mio “allenamento” dura circa 2 mesi di alti e bassi dove al massimo riesco a correre per 5km, e così vengo miseramente battuta dai miei fratelli minori, che avevano iniziato ad allenarsi addirittura un mese dopo di me!! Che smacco!!

Poi arriva l’estate e passa la voglia di correre, a settembre mi corro una 5k a un ritmo imbarazzante, tant’è che mollo e mi concentro sui miei allenamenti di Curves e Zumba.

Questa primavera però, quando i ragazzi rifanno la Mezza di Trieste mentre io sono a casa, mi torna la voglia di correre, e così decido di iscrivermi al Quarto di Maratona di Klagenfurt.  L’allenamento inizia in sordina come al solito, con me svogliata e il mio moroso che mi urla dietro, ma poco prima delle ferie avviene la svolta: riesco a correre 8k senza essere troppo stanca ed è lì che sento di potercela fare!

E difatti ce l’ho fatta: la mia prima 10 K!! Certo, il tempo è quello che è, ma il mio obiettivo l’ho raggiunto: arrivare a destinazione senza mai smettere di correre!

Il problema adesso è… che non vedo l’ora di correre la mia prossima gara per migliorare il mio tempo!!! Che stia diventando una vera e propria passione? 🙂

IL MIO PROSSIMO OBIETTIVO? SUPERARE IL TEST DEL MORIBONDO! 😀

5 strumenti per migliorare la comunicazione interna aziendale

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Ogni giorno nelle aziende di medie e grandi dimensioni si assiste ad un’ingente perdita di informazioni, perché siamo abituati a condividere le nostre conoscenze solo quando strettamente richiesto e solo con le persone direttamente interessate.

Prendiamo l’esempio di un team di Product Manager locali e centrali dislocati in tutte le sedi aziendali sparse per l’Europa. Queste persone interagiscono prevalentemente con un flusso CENTRALE –> LOCALE e LOCALE –>CENTRALE, mentre lo scambio di informazioni LOCALE –> LOCALE è molto limitato, sovraccaricando così lo staff centrale che dovrà porsi come “messaggero” tra i diversi Paesi.

L’obiettivo dello staff centrale è quindi quello di evitare il più possibile di perdere tempo a ripetere le informazioni che interessano gli staff locali, e promuovere la collaborazione diretta tra i Paesi, ove possibile.

Ma quali sono i tool che l’azienda ha a disposizione per aiutare i team a collaborare?

1)      E-MAIL: la classica, buona, vecchia e-mail, con la quale tutti gli impiegati hanno un rapporto di amore-odio: se ti arrivano troppe mail non ce la fai a stargli dietro, se te ne arrivano troppo poche, inizi a preoccuparti! Il problema delle mail è che, essendo uno strumento tradizionale di comunicazione uno-a-uno/ uno-a-molti, non permette una collaborazione interattiva “molti-a-molti”. Un punto a favore delle mail però è che tutti, volenti o nolenti, le leggono, quindi il messaggio prima o poi arriva a destinazione. VOTO: 6-

2)      INTRANET AZIENDALE: teoricamente sarebbe un buon tool per collaborare, perché integra il sistema gestionale, il database e tutte quelle informazioni di carattere generale. Il problema è che molto spesso viene ignorato dalle persone come strumento di collaborazione, perché è considerato più che altro come uno spazio riservato alle comunicazioni “dall’alto”. VOTO: 7

3)      SKYPE: con Skype è possibile collaborare attraverso le call di gruppo e, a differenza delle classiche conference call, c’è la possibilità di vedersi faccia a faccia: questo darebbe l’illusione di un contatto più umano, che spesso manca in aziende con sedi sparse in diversi Paesi. Il problema è che in alcuni Paesi, soprattutto dell’Est Europa, si fa ancora fatica ad avere una connessione decente e quindi provare ad usare le video call sarebbe solo una perdita di tempo. VOTO: 6–

4)      FACEBOOK GROUPS: Facebook permette di condividere informazioni e files all’interno di un ambiente privato (settando il gruppo come privato…ma siamo sicuri che lo sia veramente?). Il problema principale è che Facebook viene visto dall’azienda come uno strumento per perdere tempo, non per lavorare! VOTO: 5

5)      YAMMER: Yammer ha più o meno la stessa interfaccia grafica di Facebook, ma è pensato proprio per la collaborazione intra-aziendale. Ci si iscrive con la email aziendale e automaticamente si entra nel network aziendale, costituito da tutte le persone che hanno inserito la mail con lo stesso dominio aziendale. Il principale ostacolo è convincere le persone ad iscriversi ad un altro servizio e soprattutto convincerle ad usarlo! VOTO: 6+

Insomma, alla fine conviene puntare sulla intranet aziendale, che è un tool già a disposizione di tutti.. la sfida adesso sta “solo” nel promuoverne l’utilizzo!

Straccetti di pollo e zucchine con salsa di soia

 

Il pollo è un alimento super versatile e per questo quando ci sono delle offerte formato famiglia le compro spesso, surgelando poi le porzioni ad una ad una in freezer.

Purtroppo però il gusto del pollo è sempre un po’ troppo delicato per i miei gusti, e quindi cerco sempre delle ricette un po’ movimentate per evitare di fare la “solita” fettina di pollo.

L’altra sera avevo mangiato del sushi e quindi stasera ero alla ricerca di una ricetta orientale.

Ho trovato una ricetta che mi ispirava su GialloZafferano, e dopo averla testata ve la propongo, con i dovuti aggiustamenti…la personalizzazione non può mancare nella mia cucina! 🙂

INGREDIENTI per 2 persone:

300gr di pollo

3 zucchine

50 ml di salsa di soia

1 cucchiaio di mile

una spolverata di paprika

il succo di mezzo limone

uno spicchio d’aglio in camicia

olio EVO

PROCEDIMENTO:

Tagliare a striscioline il pollo e le zucchine, poi metterle in una ciotola e aggiungere la salsa di soia, il mezzo limone spremuto, l’aglio, la paprika e il miele.

Amalgamare bene il tutto e lasciare riposare per mezz’ora.

Passata la mezz’ora, in una padella far soffriggere un filo d’olio e poi versare tutto il contenuto della ciotola, salsina compresa.

Cuocere a fuoco vivace per 10-15 minuti mescolando ripetutamente fino a quando il pollo si sarà ben cotto e la salsina sarà del tutto assorbita.

Si può servire con del riso basmati lesso e della birra Asahi.

E la cena è servita con un piatto veloce e gustoso: BUON APPETITO!