Volevo fare la Social Media Something

Oggi è un anno che lavoro in Ideal Standard. E quindi è tempo di bilanci.

Poco più di un anno fa ero una giovane studentessa 24enne che stava per laurearsi, e a un certo punto, a maggio, ho iniziato a cercare lavoro.

Pensavo -povera illusa- che bastasse mandare un curriculum spontaneo per ricevere subito delle proposte di stage, perchè ero una brillante laureanda e quindi frotte di aziende mi avrebbero bramato.

Così ho iniziato a mandare curriculum qua e là alle aziende friulane che più mi ispiravano, da Illy a Calligaris, dalla Birra Castello a Nonino. Risposte? ZERO!

Ovvio, direte voi, c’è CRISI! col senno di poi ci sono arrivata anch’io: è inutile essere brillanti, le aziende se non cercaono non cercano, e tu anche se stagista sei sempre un costo in più perchè ci sarà qualcuno che deve perdere tempo a formarti! Ma in quel momento mi sono fatta prendere dall’ansia, e così sono passata velocemente al piano B: iscriversi a Indeed, in modo tale da ricevere ogni giorno le ultime offerte di lavoro disponibili.

Incredibilmente dopo poco tempo succede O’MIRACOLO: vengo prima contattata, senza essermi candidata, da Bosch per il loro graduate program, e poi da Ideal Standard, azienda alla quale avevo mandato il curriculum a seguito di un’offerta di lavoro pubblicata su Indeed. La posizione ricercata è Product Manager Assistant.

L’avventura con Bosch fallisce miseramente perchè mi presento al colloquio in clamoroso ritardo (mi ero persa!!), quindi per il colloquio in Ideal Standard mi presento con largo anticipo.

Durante il colloquio capisco che il mio sogno di lavoro (social media marketing) è ben distante dalla posizione ricercata (marketing tecnico di prodotto), ma non so come mai, decidono che sono la persona giusta per loro!!

A distanza di un anno posso dire di essere veramente soddisfatta del percorso che sono riuscita a fare finora e anche delle opportunità che mi sta dando l’azienda (vedi un corso di web marketing a Milano), e quindi vorrei dire a tutti quei giovani che asseriscono di non trovare lavoro, che è inutile stare lì ad aspettare il lavoro dei propri sogni o pensare che l’azienda dei tuoi sogni ti accolga a braccia aperte! Bisogna mettersi a cercare attivamente e estendere il proprio raggio di azione, sia territorialmente che a livello di possibili posizioni.

E vedrete che il lavoro c’è, è inutile nascondersi dietro la scusa della crisi!

Straccetti di tacchino al pesto e pomodorini

Era ormai da troppo tempo che il pesto giaceva avvilito nel frigo, visto che durante i giorni settimanali pranzo in mensa aziendale e durante il weekend capita spesso di pranzare fuori.

Così finalmente stasera mi sono decisa a cercare una soluzione alternativa per fare fuori il pesto senza dover per forza fare una pasta.

Devo dire che, incredibilmente,  il risultato ha ampiamente superato le mie aspettative!

Ingredienti per 2 persone:

300gr di fettine di tacchino

farina 00

uno scalogno

vino bianco

5-6 pomodorini

Pesto qb

sale e pepe

un pizzico di paprika

Procedimento: 

Tagliare le fettine di tacchino a striscioline e poi infarinarle uniformemente. Tritare lo scalogno e metterlo a soffriggere in una padella con un filo d’olio. Una volta che lo scalogno sarà bello dorato, aggiungere il tacchino e farlo ben rosolare da entrambi i lati, poi sfumare con del vino bianco e lasciare cuocere per una quindicina di minuti, aggiungendo del vino se si asciuga troppo.

A questo punto aggiungere i pomodorini tagliati a metà, sale e pepe e un pizzico di paprika e continuare la cottura per altri 5-10 minuti, fino a che i pomodorini non avranno rilasciato la loro acqua. Poi spegnere il fuoco e lasciare riposare per altri 5 minuti. Quindi aggiungere il pesto, amalgamare e servire subito in tavola, avendo cura di guarnire i piatti con qualche fogliolina di basilico fresco.

Ve lo assicuro, non potrete fare a meno di fare scarpetta alla fine! 🙂

AGGIORNAMENTO 20/09 : con questa ricetta partecipo al contest “Spezie ed erbe aromatiche” de La Stufa Economica: http://lastufaeconomica.wordpress.com/2013/09/10/secondo-contest-spezie-ed-erbe-aromatiche/

Frittatine con cipolla, pancetta e rosmarino

Frittatina con cipolle, pancetta e rosmarino

Oggi sono in vena di confessioni: ebbene sì, lo ammetto, non sono in grado di girare la frittata!

Le ho provate tutte: dal coperchio al piatto, al super mestolo piatto, ma niente: non sono abbastanza svelta e quindi finisco per spaccare irrimediabilmente la frittata a metà!

Lo so, dovrei proprio imparare a girarla, o quanto meno comprare una di quelle utilissime padelle doppie per negati!


Chissà, magari un giorno la comprerò, ma nel frattempo devo trovare delle soluzioni alternative, e la mia soluzione preferita si chiama FORNO! 🙂

Ma stasera volevo osare qualcosa in più, e così ecco l’idea di usare gli stampi dei muffin per fare delle mini sfiziosissime frittatine!

Ingredienti per 2 persone:

3 uova

1 cipolla

100gr di pancetta affumicata

sale e pepe

parmigiano reggiano

rosmarino

Procedimento:

Tagliare la cipolla e la pancetta a dadini e farle soffriggere (SENZA OLIO, mi raccomando, che la pancetta è già grassa!!!) in una padella antiaderente. Quando entrambi gli ingredienti saranno dorati, togliere la padella dal fuoco e lasciare raffreddare.

Poi separare i tuorli dagli albumi: sbattere i tuorli con sale, pepe e una grattata di parmigiano, e a parte montare a neve gli albumi.

Incorporate la pancetta e la cipolla nella ciotola e amalgamate con il tuorlo sbattuto, poi aggiungere anche gli albumi montati a neve facendo attenzione a non smontarli.

Preriscaldate il forno a 180° e nel frattempo mettete l’impasto nei pirottini da muffin, riempendoli a metà e cospargendoli con il rosmarino.

Fateli cuocere in forno per circa 20 minuti, fino a quando saranno belli dorati, poi spegnete il forno e lasciateli raffreddare 5 minuti al suo interno, in modo tale che non si sgonfino.

Un’insalatina è l’accompagnamento ideale per queste sostanziose frittatine!

BON APPETIT!

@elivarotto

AGGIORNAMENTO 21/09: con questa ricetta partecipo al contest “Spezie ed erbe aromatiche” del blog “La Stufa Economica”:

http://lastufaeconomica.wordpress.com/2013/09/10/secondo-contest-spezie-ed-erbe-aromatiche/

DIMENTICANZE…?

Ci si può dimenticare delle chiavi di casa, del cellulare, del portafoglio,

di fare una telefonata, di rispondere a una mail, di chiudere la porta di casa o le finestre,

Ci si può dimenticare di una data importante, della padella sul fuoco, dei panni stesi quando piove,

di prendere la pillola, di andare a fare la spesa, di portare il cane a fare un giro,

di passare a prendere un amico, di pagare una bolletta,

…ma dimenticarsi del proprio figlio NO.

QUANDO MUORE UN PROGETTO…

C’è poco da fare: io mi affeziono!

Mi affeziono ai colleghi alla fine della stagione estiva, mi affeziono al vicino che se ne va per sempre, mi affeziono ai compagni di studio americani che probabilmente non vedrò mai più, mi affeziono ai luoghi di vacanza e alle persone che conosco là..

Insomma, solitamente mi affeziono a qualcosa o qualcuno quando ormai è troppo tardi, come una sorta di sentimento a scoppio ritardato!

E ultimamente ho scoperto che riesco addirittura ad affezionarmi ai progetti di lavoro, a quei progetti che ho visto nascere, crescere e poi morire lentamente, agonizzando per dei mesi fino a cadere nel dimenticatoio.

Inizia tutto con entusiasmo e un’incredibile urgenza: il cliente DEVE SEMPRE avere il prodotto per IERI!! E ovviamente deve essere la cosa più figa che si sia mai vista al prezzo più basso possibile!

Inoltre, quello che è super fighissimo per il cliente, solitamente a me a prima vista sembra una tamarrata pazzesca, tant’è che mi chiedo spesso chi abbia potuto avere un’idea del genere…solitamente sono i francesi!

Dopo lo sgomento iniziale si inizia a sgobbare cercando di imbastire una proposta plausibile in tempo per la deadline stabilita dal cliente, e incredibilmente, sudando mille camicie, si riesce a rispettarla.

Inizia la fase dell’innamoramento: alla gioia di essere riusciti a compiere la missione nei tempi stabiliti si affianca l’attesa della risposta del cliente. Come una moderna Penelope inizio ad imbastire una relazione epistolare con il team locale per avere delle soffiate sulle intenzioni del cliente.

Nessuna nuova, buona nuova?

Col passare dei giorni ci si convince sempre di più di aver fatto un ottimo lavoro e che il cliente ne rimarrà entusiasta. E intanto SI ASPETTA…SI ASPETTA…SI ASPETTA…

Finchè un giorno arriva la doccia fredda: il cliente ha scelto il fornitore che gli offriva il prodotto più figo e più economico, e ovviamente non siamo noi!!

È come un castello di carte che crolla mentre lo stai costruendo.

Dopo un attimo di incredulità, inizia lo sconforto, ma per fortuna dura il tempo di un respiro perché c’è sempre un nuovo progetto dietro l’angolo!

Con la speranza che la prossima sia la volta buona!

@elivarotto